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Iscriversi al Registro Marche Amazon non significa solo proteggere il proprio marchio, ma anche costruire e rafforzare la brand awareness all’interno di uno dei marketplace più competitivi al mondo. In un contesto in cui i consumatori sono esposti a centinaia di alternative simili, la riconoscibilità del brand diventa un fattore decisivo nel processo di scelta.
Grazie al Brand Registry, i marchi possono presentarsi su Amazon in modo più autorevole e coerente, controllando la narrazione del prodotto, l’identità visiva e i messaggi chiave. Questo consente di differenziarsi dai competitor, trasmettere maggiore affidabilità e creare un legame più solido con il cliente finale.
Un brand riconoscibile e ben strutturato genera maggiore fiducia, riduce la percezione di rischio nell’acquisto e favorisce la fedeltà nel tempo, trasformando Amazon da semplice canale di vendita a vero e proprio canale di branding. In quest’ottica, il Registro Marche rappresenta un passo fondamentale per le aziende che vogliono crescere in modo sostenibile, aumentare il valore del proprio marchio e presidiare in modo strategico la propria presenza digitale.
Il Registro Marche di Amazon (Amazon Brand Registry) è un programma che tutela i titolari di marchi registrati e, di conseguenza, gli acquirenti, contrastando fenomeni di contraffazione e utilizzo improprio dei brand sulla piattaforma. Si tratta di uno strumento gratuito e non obbligatorio che consente l’accesso a numerosi strumenti di protezione del marchio, come la segnalazione delle violazioni, il rilevamento delle falsificazioni e la partecipazione a specifici programmi di tutela dei prodotti.
Prima di iscriversi al Registro Marche di Amazon è necessario che il marchio sia legalmente registrato o in fase di registrazione presso l’ufficio marchi competente per il Paese in cui si intende operare.
Ad esempio:
Per la registrazione in Italia, il marchio deve soddisfare tre requisiti fondamentali:
La domanda di registrazione può essere presentata da persone fisiche o giuridiche, anche in assenza di Partita IVA, tramite l’UIBM.
Per accedere al Registro Marche di Amazon è necessario soddisfare i seguenti requisiti:
Il marchio deve essere registrato o in attesa di registrazione presso l’ufficio marchi governativo del Paese corrispondente al negozio Amazon di riferimento.
Durante la procedura di iscrizione, Amazon invia un codice di verifica al contatto ufficiale associato al marchio presso l’ufficio marchi competente. Il codice dovrà essere comunicato ad Amazon per completare l’attivazione dell’account.
Amazon accetta marchi registrati presso numerosi uffici marchi nazionali e internazionali, tra cui Stati Uniti, Unione Europea, Regno Unito, Canada, Giappone, Australia e altri Paesi. L’elenco completo e aggiornato è disponibile nella documentazione ufficiale di Amazon Brand Registry.
Nel caso di marchi registrati tramite l’Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale (OMPI – WIPO), è necessario indicare il numero di marchio assegnato dall’ufficio nazionale dei marchi di riferimento.
Quando un marchio viene registrato, Amazon attiva una serie di benefici strategici che permettono ai brand di proteggere la propria identità, migliorare il controllo delle schede prodotto e lavorare in modo più strutturato sulle performance di vendita.
1. Protezione del marchio e della proprietà intellettuale
Brand Registry mette a disposizione strumenti come Report a Violation e sistemi di monitoraggio automatico che aiutano a individuare e segnalare violazioni del marchio o tentativi di contraffazione, contribuendo a mantenere inserzioni più accurate e prive di contenuti non autorizzati.
2. Controllo completo delle inserzioni
Il proprietario del brand può gestire direttamente titoli, descrizioni e immagini delle schede prodotto, riducendo il rischio di modifiche non autorizzate da parte di altri venditori e garantendo una comunicazione coerente con la strategia del marchio.
3. Migliore esperienza per il cliente e aumento delle conversioni
L’accesso a contenuti avanzati consente di arricchire le schede prodotto con elementi visivi e informativi, rendendo la pagina più persuasiva. Grazie a queste informazioni dettagliate, il cliente ottiene un quadro completo delle caratteristiche del prodotto ed è spinto a prendere decisioni d’acquisto più sicure e consapevoli.
4. Dati e metriche intelligenti
Con Brand Analytics, i brand registrati ottengono accesso a dati esclusivi su termini di ricerca, comportamento d’acquisto e performance dei prodotti, fondamentali per orientare scelte di pricing, posizionamento e assortimento.
L’iscrizione al Brand Registry consente di utilizzare diversi strumenti e programmi non disponibili ai venditori non registrati. Questi tool sono destinati al rafforzamento del brand nelle tre aree chiave: contenuto, visibilità e analisi.
A+ Content Manager
Permette di arricchire le schede prodotto con contenuti visivi e narrativi personalizzati, utili a spiegare in modo chiaro caratteristiche e valore del prodotto. È uno strumento strategico per differenziarsi dalla concorrenza e aumentare conversioni e traffico. Secondo Amazon, l’utilizzo dei contenuti A+ può incrementare le vendite fino al 10%.
Gestione dei video prodotto
Nelle schede prodotto è possibile caricare i video come media dell’offerta, arricchendo la presentazione del prodotto. Secondo le analisi di Amazon, i video favoriscono un maggiore coinvolgimento portando gli utenti a spendere di più e a confrontare meno alternative.
Esperienza immersiva con modelli 3D
Attraverso modelli 3D e funzionalità di realtà aumentata, l’utente può visualizzare il prodotto da ogni angolazione e inserirlo virtualmente nel proprio ambiente in dimensioni reali. Per alcune categorie, come occhiali e calzature, è possibile vedere il prodotto indossato in tempo reale attraverso il Virtual Try-On. L’interazione con modelli 3D aumenta la propensione all’acquisto.
Gestione esperimenti
Uno strumento che consente di condurre A/B test sulle pagine prodotto per confrontare diversi contenuti come immagini, titoli, descrizioni e contenuti A+ e individuare quelli che generano migliori performance in termini di conversione e vendite.
Amazon Stores (Brand Storefront)
Un mini-sito personalizzato all’interno di Amazon che racconta la storia, la mission e i prodotti del brand, organizzando il catalogo in modo chiaro e strutturato. Uno spazio coinvolgente che guida l’utente in un percorso coerente e immersivo, incentivando la conversione sull’intero catalogo.
Brand Analytics
I brand registrati ottengono accesso a report aggregati di Amazon su termini di ricerca, comportamento d’acquisto dei clienti, analisi di carrello e dati demografici. Questi dati competitivi aiutano a orientare strategie di SEO, pricing e assortimento, permettendo di prendere decisioni basate su dati concreti.
Sponsored Brands e adv esclusivi
Formati pubblicitari avanzati che mettono in risalto il tuo brand e i tuoi prodotti, con logo, titolo personalizzato e fino a tre prodotti, per presidiare le ricerche più strategiche. Possono essere posizionati in diverse aree su desktop e mobile, comprese le prime posizioni nei risultati di ricerca, aumentando visibilità, riconoscimento e conversioni
Amazon Attribution
Consente di valutare come le strategie di marketing e pubblicità al di fuori di Amazon influenzano la scoperta, l’acquisto e le vendite dei prodotti sul marketplace. Le analisi forniscono informazioni utili per ottimizzare le campagne, migliorare l’efficacia delle attività pubblicitarie e accrescere il valore del brand.
Programmi di protezione premium
Soluzioni come Project Zero e Transparency aiutano a contrastare le contraffazioni. In particolare, Transparency assegna a ogni unità venduta un codice univoco, permettendo di verificare l’autenticità e aumentando il controllo lungo tutta la filiera.
Incentivi per i nuovi brand registrati
La registrazione del Marchio offre anche incentivi economici pensati per accompagnare i brand nelle prime fasi di crescita su Amazon. Per i nuovi marchi registrati, Amazon prevede bonus sulle vendite, crediti per programmi di recensioni come Amazon Vine, agevolazioni pubblicitarie per l’avvio di campagne Sponsored e facilitazioni operative legate a spedizione e logistica.
Un insieme di leve pensate per facilitare l’ingresso nel marketplace, ridurre il rischio iniziale e costruire fin da subito visibilità, fiducia e performance senza dover sostenere da subito investimenti elevati.
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L’intelligenza artificiale generativa (GenAI) sta rapidamente passando da novità tecnologica a leva concreta della strategia digitale delle aziende. Oggi rappresenta un cambiamento strutturale che interessa imprese di ogni settore e dimensione. Studi recenti, tra cui quelli di McKinsey, Gartner e altre analisi di mercato, mostrano un quadro dinamico, nel quale adozione, aspettative e impatti reali stanno evolvendo velocemente.
Secondo il sondaggio The State of AI di McKinsey, il 65% delle aziende intervistate utilizza regolarmente la GenAI in almeno una funzione aziendale, quasi il doppio rispetto all’indagine condotta dieci mesi prima. Non si tratta più solo di test o sperimentazioni: molte organizzazioni registrano già benefici concreti, tra cui la diminuzione dei costi operativi e l’aumento dei ricavi nelle unità che la adottano.
La GenAI risulta più diffusa in ambiti con impatti immediati, come marketing, vendite e sviluppo prodotto, ma si sta espandendo anche in ambiti quali HR, IT e supply chain.
Tuttavia, la sola adozione non è sufficiente: per creare valore serve un uso efficace e ben gestito, supportato da competenze adeguate. Secondo lo studio, infatti, il tempo necessario per implementare con successo la GenAI varia generalmente da 1 a 4 mesi, a seconda della funzione aziendale.
In Italia, dati ISTAT confermano una crescita significativa dell’AI tra le imprese: dal 8,2% nel 2024 al 16,4% nel 2025 tra aziende con almeno 10 dipendenti. La diffusione è più alta nelle grandi imprese e nei settori ICT, mentre le PMI incontrano ancora ostacoli legati a competenze, costi e privacy dei dati.
Gartner segnala una nuova evoluzione: gli agenti AI autonomi. Questi sistemi non si limitano a generare contenuti o assistenza clienti, ma sono in grado di gestire processi complessi, approvvigionamenti, gestione ordini e supporto alla vendita, operando in maniera autonoma e riducendo i tempi e margini di errore.
Secondo Gartner, entro il 2028 gli agenti AI intermedieranno fino al 90% degli acquisti B2B, influenzando trilioni di dollari di transazioni globali. Per trarne beneficio, le aziende devono integrare la GenAI nei processi strategici e sviluppare competenze interne: solo così l’adozione si traduce in vantaggio competitivo misurabile.
Per le PMI la sfida principale è saper bilanciare innovazione e controllo. Un approccio graduale e mirato può tuttavia consentire di ottenere benefici concreti, partendo dai processi più critici e ad alto impatto, come:
In prospettiva, pur con approcci differenti, McKinsey e Gartner convergono su un punto: la GenAI è destinata a diventare uno strumento standard nelle operazioni aziendali e nei servizi B2B. Le imprese che sapranno investirvi con strategia, competenze e un’adeguata governance potranno ottenere vantaggi concreti in termini di produttività, crescita e innovazione, trasformando la GenAI da tecnologia emergente a vero e proprio fattore competitivo
Nel 2026 il budget ICT delle imprese italiane crescerà dell’1,8% rispetto all’anno precedente, confermando un trend di aumento costante degli investimenti digitali nel Paese. È quanto emerge dalla una recente ricerca degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano, che fotografa un sistema produttivo sempre più consapevole ma ancora lontano da una piena maturità digitale. Le imprese continuano infatti a puntare sul digitale per mantenere competitività, efficienza e capacità di adattamento. L’aumento degli investimenti, tuttavia, non rappresenta ancora una svolta strutturale per la digitalizzazione del tessuto produttivo italiano.
Analizzando le priorità di spesa, la cybersecurity si conferma al primo posto per le grandi imprese, seguita dall’intelligenza artificiale, che continua a guadagnare attenzione grazie alle applicazioni legate all’ AI generativa e all’automazione intelligente dei processi. Le PMI mostrano invece un approccio più operativo alla trasformazione digitale, concentrando gli investimenti su sicurezza informatica, Industria 4.0, cloud e sistemi ERP, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza interna e la gestione quotidiana delle attività aziendali.
Uno degli aspetti più critici emersi dall’indagine riguarda le barriere all’innovazione digitale. Per il 44% delle imprese, il principale ostacolo è rappresentato dalla mancanza di risorse economiche adeguate, mentre solo una minoranza dispone di una strategia formale di innovazione realmente strutturata. Pur riconoscendo l’importanza della digitalizzazione, molte aziende italiane si trovano ancora in una fase intermedia, in cui la capacità di investimento e la maturità organizzativa non sono allineate alle ambizioni dichiarate.
I trend evidenziati sono coerenti con quanto emerge anche dal Rapporto Assintel 2025, che vede una netta diminuzione delle imprese non digitalizzate ( da 130.000 secondo una stima per il 2023 a 50.000 nel 2025). Le imprese che investono maggiormente in innovazione digitale sono quelle di dimensioni più grandi, con oltre 500 addetti, e localizzate prevalentemente nelle regioni del Nord-Ovest, con i servizi IT che guidano la crescita 2025. Di contro micro e piccole imprese presentano bassi tassi di crescita.
Un dato significativo riguarda le vendite online: quasi il 40% delle PMI con elevate competenze digitali vende attraverso canali digitali, contro appena l’11% di quelle con competenze basse. Il dato conferma che non è sufficiente adottare strumenti digitali per ottenere risultati concreti: serve una strategia digitale integrata, capace di combinare tecnologia, competenze interne e una presenza strutturata sul web.
Oltre ai vincoli economici, Assintel segnala come tra i principali freni alla digitalizzazione figurino anche la carenza di competenze digitali (15%) e una cultura aziendale poco orientata al cambiamento (15%). Elementi che rendono evidente come la trasformazione digitale non sia solo una questione tecnologica, ma anche organizzativa e culturale.
Il quadro italiano si inserisce in un contesto internazionale dinamico. Secondo le analisi di Gartner, società internazionale di consulenza e ricerca, la spesa IT a livello globale continuerà a crescere anche nel 2026, trainata principalmente da software, servizi IT e soluzioni basate sull’intelligenza artificiale. Un trend che evidenzia come l’AI sia ormai uno dei principali fattori che influenzano le decisioni di investimento delle imprese non solo per l’efficienza operativa ma anche per l’impatto sulla produttività e sulla competitività di lungo periodo.