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14/01/2026La spesa ICT delle imprese italiane nel 2026: tra risorse, ambizioni e strategia digitale

Nel 2026 il budget ICT delle imprese italiane crescerà dell’1,8% rispetto all’anno precedente, confermando un trend di aumento costante degli investimenti digitali nel Paese. È quanto emerge dalla una recente ricerca degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano, che fotografa un sistema produttivo sempre più consapevole ma ancora lontano da una piena maturità digitale. Le imprese continuano infatti a puntare sul digitale per mantenere competitività, efficienza e capacità di adattamento. L’aumento degli investimenti, tuttavia, non rappresenta ancora una svolta strutturale per la digitalizzazione del tessuto produttivo italiano.

Cybersecurity e AI al centro degli investimenti

Analizzando le priorità di spesa, la cybersecurity si conferma al primo posto per le grandi imprese, seguita dall’intelligenza artificiale, che continua a guadagnare attenzione grazie alle applicazioni legate all’ AI generativa e all’automazione intelligente dei processi. Le PMI mostrano invece un approccio più operativo alla trasformazione digitale, concentrando gli investimenti su sicurezza informatica, Industria 4.0, cloud e sistemi ERP, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza interna e la gestione quotidiana delle attività aziendali.

Le barriere all’innovazione

Uno degli aspetti più critici emersi dall’indagine riguarda le barriere all’innovazione digitale. Per il 44% delle imprese, il principale ostacolo è rappresentato dalla mancanza di risorse economiche adeguate, mentre solo una minoranza dispone di una strategia formale di innovazione realmente strutturata. Pur riconoscendo l’importanza della digitalizzazione, molte aziende italiane si trovano ancora in una fase intermedia, in cui la capacità di investimento e la maturità organizzativa non sono allineate alle ambizioni dichiarate.

I trend evidenziati sono coerenti con quanto emerge anche dal Rapporto Assintel 2025, che vede una netta diminuzione delle imprese non digitalizzate ( da 130.000 secondo una stima per il 2023 a 50.000 nel 2025). Le imprese che investono maggiormente in innovazione digitale sono quelle di dimensioni più grandi, con oltre 500 addetti, e localizzate prevalentemente nelle regioni del Nord-Ovest, con i servizi IT che guidano la crescita 2025. Di contro micro e piccole imprese presentano bassi tassi di crescita.

Un dato significativo riguarda le vendite online: quasi il 40% delle PMI con elevate competenze digitali vende attraverso canali digitali, contro appena l’11% di quelle con competenze basse. Il dato conferma che non è sufficiente adottare strumenti digitali per ottenere risultati concreti: serve una strategia digitale integrata, capace di combinare tecnologia, competenze interne e una presenza strutturata sul web.

Le vere sfide della digitalizzazione in Italia

Oltre ai vincoli economici, Assintel segnala come tra i principali freni alla digitalizzazione figurino anche la carenza di competenze digitali (15%) e una cultura aziendale poco orientata al cambiamento (15%). Elementi che rendono evidente come la trasformazione digitale non sia solo una questione tecnologica, ma anche organizzativa e culturale.

Contesto globale: cresce la spesa IT, l’AI guida le scelte strategiche

Il quadro italiano si inserisce in un contesto internazionale dinamico. Secondo le analisi di Gartner, società internazionale di consulenza e ricerca, la spesa IT a livello globale continuerà a crescere anche nel 2026, trainata principalmente da software, servizi IT e soluzioni basate sull’intelligenza artificiale. Un trend che evidenzia come l’AI sia ormai uno dei principali fattori che influenzano le decisioni di investimento delle imprese non solo per l’efficienza operativa ma anche per l’impatto sulla produttività e sulla competitività di lungo periodo.

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14/01/2026AI Generativa nel B2B: previsioni e vantaggi secondo McKinsey e Gartner

L’intelligenza artificiale generativa (GenAI) sta rapidamente passando da novità tecnologica a leva concreta della strategia digitale delle aziende. Oggi rappresenta un cambiamento strutturale che interessa imprese di ogni settore e dimensione. Studi recenti, tra cui quelli di McKinsey, Gartner e altre analisi di mercato, mostrano un quadro dinamico, nel quale adozione, aspettative e impatti reali stanno evolvendo velocemente.

McKinsey: come cresce l’uso della GenAI

Secondo il sondaggio The State of AI di McKinsey, il 65% delle aziende intervistate utilizza regolarmente la GenAI in almeno una funzione aziendale, quasi il doppio rispetto all’indagine condotta dieci mesi prima. Non si tratta più solo di test o sperimentazioni: molte organizzazioni registrano già benefici concreti, tra cui la diminuzione dei costi operativi e l’aumento dei ricavi nelle unità che la adottano.
La GenAI risulta più diffusa in ambiti con impatti immediati, come marketing, vendite e sviluppo prodotto, ma si sta espandendo anche in ambiti quali HR, IT e supply chain.

Tuttavia, la sola adozione non è sufficiente: per creare valore serve un uso efficace e ben gestito, supportato da competenze adeguate. Secondo lo studio, infatti, il tempo necessario per implementare con successo la GenAI varia generalmente da 1 a 4 mesi, a seconda della funzione aziendale.
In Italia, dati ISTAT confermano una crescita significativa dell’AI tra le imprese: dal 8,2% nel 2024 al 16,4% nel 2025 tra aziende con almeno 10 dipendenti. La diffusione è più alta nelle grandi imprese e nei settori ICT, mentre le PMI incontrano ancora ostacoli legati a competenze, costi e privacy dei dati.

Gartner: agenti AI e opportunità nel B2B

Gartner segnala una nuova evoluzione: gli agenti AI autonomi. Questi sistemi non si limitano a generare contenuti o assistenza clienti, ma sono in grado di gestire processi complessi, approvvigionamenti, gestione ordini e supporto alla vendita, operando in maniera autonoma e riducendo i tempi e margini di errore.

Secondo Gartner, entro il 2028 gli agenti AI intermedieranno fino al 90% degli acquisti B2B, influenzando trilioni di dollari di transazioni globali. Per trarne beneficio, le aziende devono integrare la GenAI nei processi strategici e sviluppare competenze interne: solo così l’adozione si traduce in vantaggio competitivo misurabile.

Vantaggi dell'intelligenza artificiale nel B2B

Per le PMI la sfida principale è saper bilanciare innovazione e controllo. Un approccio graduale e mirato può tuttavia consentire di ottenere benefici concreti, partendo dai processi più critici e ad alto impatto, come:

  • accelerazione della digitalizzazione dei processi di vendita e post- vendita (es. automazione delle risposte ai clienti, gestione contratti, ecc);
  • riduzione tempi operativi e i costi legati ad attività ripetitive o a basso valore;
  • creazione di servizi personalizzati per i clienti B2B, migliorando la customer experience.

In prospettiva, pur con approcci differenti, McKinsey e Gartner convergono su un punto: la GenAI è destinata a diventare uno strumento standard nelle operazioni aziendali e nei servizi B2B. Le imprese che sapranno investirvi con strategia, competenze e un’adeguata governance potranno ottenere vantaggi concreti in termini di produttività, crescita e innovazione, trasformando la GenAI da tecnologia emergente a vero e proprio fattore competitivo

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23/12/2025Buon Natale da Intempra

Informiamo i nostri clienti che in occasione delle festività natalizie, gli uffici di Intempra.com seguiranno il seguente calendario:

24, 25 e 26 dicembre:
chiusi
29, 30 e 31 dicembre: aperti mezza giornata
Dal 1° al 6 gennaio: chiusi
Riapertura regolare: martedì 7 gennaio

Il progresso non si misura solo in algoritmi e linee di codice, ma nelle connessioni che costruiamo. Anche quest’anno abbiamo affrontato sfide, celebrato successi e imparato che l’innovazione più autentica nasce dal confronto quotidiano con chi lavora al nostro fianco.

Grazie a collaboratori, clienti e partner: siete voi la vera innovazione di Intempra.

Buone feste e buon anno nuovo da tutti noi! 

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04/12/2025Amazon taglia le commissioni: maggiore competitività per venditori in Europa

Buone notizie per i venditori su Amazon!
Il colosso dell’ecommerce dimostra un impegno concreto verso la crescita di piccole e medie imprese in Europa. A partire dal 2026, è prevista una riduzione media delle commissioni di €0,17 per ogni unità venduta.
Non si tratta solo di un taglio di costi, ma è un chiaro segnale dell’intenzione di Amazon di voler rafforzare la partnership con i venditori indipendenti, che oggi generano oltre il 60% delle vendite totali del marketplace.

Questa manovra rientra in una strategia più ampia, frutto di anni di miglioramenti nella gestione di magazzini e innovazioni nei processi logistici e operativi, permettendo ai venditori di risparmiare sui costi e aumentare la redditività.

I punti chiave della riduzione delle commissioni:

1.Taglio medio commissioni: €0,17 in meno per ogni unità venduta in Europa

2. Logistica di Amazon (FBA): riduzione delle tariffe di gestione e ampliamento dell’idoneità alle tariffe agevolate per gli articoli a basso prezzo. Un enorme vantaggio strategico per i prodotti con marginalità ridotta.

3. Commissioni per categoria: riduzioni specifiche nelle categorie ad alto volume tra cui:

  • abbigliamento e accessori
  • prodotti per la casa
  • alimentari
  • vitamine e integratori
  • prodotti per animali domestici

Queste riduzioni non solo aumentano il profitto netto per unità, ma aprono opportunità per rivedere le strategie di prezzo e migliorare la competitività.

Strategie e ottimizzazione di Amazon

Mentre i costi di servizio diminuiscono, Amazon ha anche annunciato modifiche mirate volte a migliorare l’efficienza della sua rete fulfillment.

Questo è un aspetto cruciale per i venditori: l’obiettivo è garantire che la capacità logistica resti disponibile per i prodotti a rapida rotazione e in buone condizioni. In pratica, Amazon vuole una rete più snella ed efficiente, premiando i prodotti che vendono e ruotano velocemente.

Cosa implica per l’attività dei venditori

  • Gestione dell’inventario: diventa sempre più importante mantenere uno stock in buone condizioni e con velocità di rotazione
  • Focus sui prodotti Best Seller: ottimizzare la catena di approvvigionamento per i prodotti di punta per massimizzare l’efficienza logistica e sfruttare al massimo i vantaggi della rete FBA.

Queste novità confermano il successo delle PMI europee su Amazon, che lo scorso anno hanno venduto oltre 1,3 miliardi di prodotti e contribuito alla generazione di circa 350.000 posti di lavoro nell’UE.

Per le PMI e i venditori indipendenti, questa riduzione delle commissioni rappresenta un’opportunità concreta per aumentare i margini e rafforzare la propria presenza nel mercato europeo.

Una consulenza mirata può aiutarti a sfruttare al meglio queste novità, ottimizzando costi, categorie di vendita e strategie logistiche su Amazon.

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12/11/2025Come evolve l'esperienza di vendita e acqusito con Amazon COSMO

I sistemi di intelligenza artificiale stanno rivoluzionando l’esperienza d’acquisto su Amazon. Per anni i venditori hanno costruito le loro pagine prodotto e il proprio successo seguendo le regole di A9 e A10, ottimizzando titoli, bullet point e keyword per scalare la visibilità. Oggi Amazon ha cambiato paradigma con Rufus e COSMO, due sistemi complementari che ridefiniscono il modo in cui il marketplace interpreta le ricerche e le intenzioni dei consumatori.

Rufus è il nuovo assistente conversazionale basato su intelligenza artificiale che interagisce con gli utenti durante la ricerca dei prodotti, rispondendo alle domande in modo naturale e contestuale.

COSMO (Commonsense Knowledge System for E-commerce) è invece il motore cognitivo che alimenta questa intelligenza: un sistema in grado di comprendere il “buon senso” dell’acquisto, analizzando ricerche, comportamenti e acquisti congiunti. Il primo capisce perché un cliente compra, il secondo come guidarlo nella scelta.

Dal “cosa compri” al “perché lo compri”

Nel paper ufficiale pubblicato da Amazon nel 2024 (“COSMO: A Large-Scale E-commerce Common Sense Knowledge Generation and Serving System at Amazon”), viene descritto il nuovo approccio: dalla ricerca per parole chiave alla comprensione delle intenzioni di acquisto.

COSMO utilizza grandi modelli linguistici (LLM) per dedurre motivazioni, bisogni e contesti che spingono all’acquisto. Grazie all’analisi di miliardi di interazioni, costruisce un grafo di conoscenza con oltre 6,3 milioni di nodi e 29 milioni di relazioni, che coprono 18 categorie merceologiche (moda, elettronica, casa, sport, salute, ecc.). Le informazioni generate vengono filtrate da sistemi semantici e da annotatori umani per verificarne plausibilità e tipicità, mentre il modello dedicato COSMO-LM viene aggiornato ogni giorno tramite AWS SageMaker.

Cosa rende COSMO speciale

All’innegabile approccio innovativo si aggiungono aspetti importanti.

Tecnologia: LLM istruiti specificamente per l’e-commerce

Scalabilità: Gestione di miliardi di interazioni aggiornate quotidianamente

Impatto economico: +0,7% di vendite e +8% di interazione nella navigazione (test USA 2024)

Per Amazon è una rivoluzione infrastrutturale, ma anche per i brand e i seller: l’ottimizzazione non si basa più su keyword, ma su intenzioni.

Come cambia il ruolo dei contenuti

Per rimanere competitivi, i venditori devono adattare le proprie strategie di content marketing sul Marketplace. Non basta più scrivere per essere trovati — bisogna scrivere per essere compresi.

Best practice per i contenuti su Amazon:

  • Scrivere per le intenzioni, non per le ricerche.
  • Esplicitare il “perché” del prodotto: a chi serve, quando serve e con quale beneficio.
  • Usare esempi e contesti d’uso reali, che aiutino l’AI a collocare correttamente il prodotto.
  • Mantenere coerenza semantica tra titolo, bullet point, descrizione e immagini.
  • Prediligere linguaggio naturale e tono conversazionale, utile anche a Rufus.

Come modificare la propria strategia su Amazon

Rivedere la strategia SEO su Amazon
Le keyword restano utili, ma devono essere organiche e contestuali. Costruisci testi basati su cluster semantici e intenzioni di ricerca (“idee regalo per neomamme”, “prodotti per smart working”).

Analizzare i dati comportamentali
Recensioni, domande frequenti e termini di ricerca rivelano come gli utenti formulano le loro esigenze. Usa questi insight per aggiornare titoli e descrizioni.

Creare contenuti guidati dall’intento di ricerca
Ogni scheda prodotto dovrebbe rispondere chiaramente a tre domande: Chi lo userà? In quale contesto? Quale problema risolve?

Ottimizzare le immagini e l’A+ Content
COSMO interpreta anche i segnali visivi. Mostra il prodotto in uso reale, non solo in still life.

Rivedere le strategie pubblicitarie
Anche le campagne sponsorizzate devono orientarsi alle intenzioni: “idee regalo per chi ama cucinare” sarà più efficace di “pentola antiaderente”.

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28/10/2025L'intelligenza artificiale accelera lo sviluppo software, ma è l'ingegno umano a darle valore

L’intelligenza artificiale sta riscrivendo le regole dello sviluppo software. Assistenti generativi, strumenti di analisi automatica e modelli di supporto decisionale sono ormai parte integrante dei flussi di lavoro dei team di sviluppatori. Le aziende stanno vivendo un’accelerazione senza precedenti: il codice si scrive più veloce, le nuove versioni dei software vengono rilasciate con maggiore frequenza e la produttività cresce visibilmente. Ma questa rivoluzione porta con sé una domanda fondamentale: la velocità basta davvero per creare valore?

La risposta arriva dal DORA Report 2025 (DevOps Research and Assessment) “State of AI-assisted Software Development” di Google, che fotografa l’impatto reale dell’AI nel settore. Secondo la ricerca, quasi il 90% degli sviluppatori utilizza quotidianamente strumenti di intelligenza artificiale, con un aumento del 14% rispetto all’anno scorso. I benefici sono evidenti: maggiore produttività e migliore qualità del codice, segnalata dal 59% degli intervistati, contro il 30% che dichiara di non fidarsi pienamente del codice generato dall’AI. Tuttavia, il report avverte che un’adozione rapida dell’AI può introdurre instabilità, frammentazione degli strumenti e debito tecnico, se non viene accompagnata da un approccio sistematico e da solide basi. In altre parole, l’intelligenza artificiale amplifica ciò che trova: nelle organizzazioni solide diventa un moltiplicatore di efficienza, in quelle disordinate mette in luce le fragilità dei processi.

L’intelligenza artificiale accelera lo sviluppo, ma è la mente umana a darle significato. L’AI può generare codice rapidamente, suggerire soluzioni e automatizzare attività ripetitive, ma non può sostituire l’esperienza, la visione strategica e il giudizio critico degli sviluppatori. Solo l’ingegno umano permette di valutare se il codice soddisfa davvero le esigenze del progetto, se è sicuro, scalabile e sostenibile nel tempo. La creatività, l’intuizione e la comprensione del contesto rimangono insostituibili, trasformando linee di codice in soluzioni che generano valore reale per le persone e per le aziende.

È su questa sinergia che si fonda l’approccio di Intempra.com: combinando intelligenza artificiale e competenze umane, l’azienda crea software realmente intelligente. Integrando modelli AI in processi progettati con rigore e visione, Intempra.com trasforma l’automazione in valore concreto, mantenendo sempre al centro la componente più importante di ogni innovazione: l’ingegno delle persone.

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28/10/2025AI nel marketing: la nuova strategia delle PMI italiane

L’intelligenza artificiale sta diventando una leva strategica per il marketing, soprattutto per le PMI italiane che operano in un mercato sempre più digitale e competitivo. La sfida oggi è creare contenuti efficaci, campagne mirate e relazioni personalizzate con i clienti.
Uno studio condotto da Shopify su oltre 1.000 merchant in cinque mercati europei – Italia, Germania, Francia, Spagna e Regno Unito – conferma come le piccole e medie imprese stiano orientando le proprie strategie verso l’uso dell’AI per crescere e restare competitive.

Le PMI italiane sperimentano l’AI con un approccio pragmatico: la utilizzano per conoscere meglio i clienti, generare contenuti di qualità e rendere le strategie di marketing più mirate. Le aree di applicazione più diffuse restano il marketing e la creazione di contenuti, seguite da traduzioni, immagini prodotto, ottimizzazione del customer service e analisi dei dati, che trasformano le informazioni in insight utili. Cresce anche l’interesse per la personalizzazione dell’esperienza cliente, mentre automazione dei processi, pricing intelligence e sviluppo prodotto rappresentano ambiti emergenti ma in rapida evoluzione.

Il confronto con gli altri mercati europei mette in luce differenze sul modo di adottare l’AI: Germania e Spagna si distinguono per solidità e dinamismo, la Francia punta sul customer service, il Regno Unito avanza con cautela, mentre l’Italia si posiziona a metà strada, con un approccio selettivo ma concreto.

L’AI, dunque, non è più solo un tema tecnologico, ma una leva strategica che le PMI italiane stanno imparando a usare con consapevolezza per ottenere risultati tangibili: marketing più incisivo, contenuti e decisioni coerenti. Per molte aziende, rappresenta oggi una chiave per crescere, differenziarsi e costruire relazioni più solide con i propri clienti.

In questo contesto, Intempra.com si propone come partner strategico per le PMI, offrendo soluzioni su misura che uniscono innovazione tecnologica e visione pratica. L’obiettivo è aiutare le imprese a trasformare l’AI da semplice strumento a vero motore di crescita sostenibile e competitiva.

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28/10/2025Google presenta nuovi strumenti per aiutare i retailer

I consumatori di oggi acquistano in modo sempre più consapevole: pianificano, si informano e valutano attentamente prima di scegliere. Per allinearsi a questo trend — e in vista della stagione degli acquisti natalizi — Google ha annunciato a fine settembre una serie di novità pensate per aiutare i retailer a rispondere alle nuove abitudini di acquisto. Secondo l’azienda, oltre il 60% delle ricerche legate allo shopping su Google è di tipo generico (“idee regalo natalizie”, “outfit per cerimonia”), segno che le persone si affidano al motore di ricerca già nelle fasi iniziali del percorso d’acquisto. Inoltre le ricerche sono sempre più caratterizzate dall’intento conversazionale e sempre più basate su contenuti visivi.
Per questo, Google sta testando e applicando in Beta nuove soluzioni basate sull’intelligenza artificiale. In Search, dove gli utenti si stanno abituando a chiedere informazioni sempre più complesse, tra le risposte si potranno visualizzare anche annunci pertinenti alla ricerca. Gli utenti potranno così ricevere risposte più contestuali e visualizzare annunci pertinenti, anche all’interno delle nuove campagne AI Max, progettate per comprendere meglio le intenzioni di ricerca e proporre risultati più rilevanti.

Le campagne Demand Gen si evolvono per trasformare l’audience di YouTube in clienti effettivi, con funzioni pensate per generare vendite online, in-app e nei negozi fisici.
Tra le novità anche il Creator Partnerships Hub, che facilita la collaborazione tra brand e creator, e formati pubblicitari YouTube più interattivi e “shoppable”.
Sul fronte della produttività, il nuovo Google Merchant Center integrerà insight predittivi basati su IA, che aiuteranno i rivenditori ad intercettare in modo più efficace la domanda di prodotti.
A livello creativo, Product Studio e Asset Studio si arricchiscono di strumenti generativi che consentono di ottimizzare immagini e video dei prodotti, rendendo più semplice e rapido il processo di produzione dei contenuti. Infine, Google introduce nuove funzionalità dedicate alla fidelizzazione dei clienti: i brand potranno evidenziare prezzi riservati ai membri e vantaggi esclusivi, impostando obiettivi di loyalty nelle campagne Performance Max e Shopping.
Con queste innovazioni, Google punta a supportare i retailer nel creare esperienze più personalizzate e trasformare la stagione delle festività in un momento di crescita e connessione con i clienti.

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14/10/2025Incentivi Resto al Sud 2.0: nuovi finanziamenti per giovani imprenditori e professionisti


Parte ufficialmente il 15 ottobre 2025 “Resto al Sud 2.0”, il nuovo incentivo pensato per sostenere la nascita di nuove realtà imprenditoriali, professionali e di lavoro autonomo, nel Mezzogiorno, inclusa la Regione Puglia.

Possono presentare domanda i giovani tra i 18 e i 35 anni non ancora compiuti, che si trovino in particolari condizioni di occupazione. L’incentivo è rivolto a chi è inoccupato, inattivo o disoccupato, a chi risulta iscritto al Programma GOL (Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori) e ai lavoratori a basso reddito, i cosiddetti “working poor”, il cui reddito da lavoro comporti un’imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni previste dall’ art. 13 del TUIR (DPR 917/1986)




Cosa finanzia

Il programma sostiene la creazione di:

  • Attività produttive nei settori industria, artigianato e trasformazione di prodotti agricoli, ittici e dell’acquacoltura
  • Servizi forniti a persone e imprese
  • Iniziative nel turismo e nel commercio
  • Attività libero-professionali, sia individuali che associata

L’incentivo non copre le attività legate alla produzione primaria nei settori agricoltura, pesca e acquacoltura.

Le agevolazioni previste

Voucher a fondo perduto fino a €40.000, incrementabile fino a €50.000 per investimenti in beni e servizi innovativi, tecnologici o sostenibili

Contributo a fondo perduto del 75% per i programmi di investimento fino a € 120.000

Contributo a fondo perduto del 70% per programmi compresi tra € 120.000 e 200.000

Le spese ammesse:

Opere edili di ristrutturazione e manutenzione straordinaria (fino al 50% delle spese)

Acquisto di macchinati, impianti, attrezzature e arredi nuovi di fabbrica

Software, servizi informatici e piattaforme digitali

Immobilizzazioni immateriali destinate all’acquisizione di competenze per lo sviluppo di prodotti e servizi tecnologici, di siti web a scopo promozionale e del visual o digital brand

Consulenze tecnico – specialistiche (fino al 30% delle spese e prestate da ETS), per soluzioni innovative di processi che di prodotti, analisi di prototipazione, modelli, stampi e certificazioni ambientali e/o energiche

Le domande devono essere presentate esclusivamente online tramite il portale Invitalia, a partire dalle ore 12:00 del 15 ottobre 2025. La selezione avviene in ordine cronologico, fino ad esaurimento dei fondi disponibili.

 

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07/10/2025AI: Italia fa da apripista in Europa con la Legge 132/2025

L’Italia è tra i primi Paesi europei ad aver approvato una legge quadro sull’intelligenza artificiale. La Legge n. 132 del 23 settembre 2025, in vigore dal 10 ottobre, allinea il nostro ordinamento al regolamento europeo AI Act, che classifica i sistemi IA in base al rischio e stabilisce obblighi per sviluppatori e utilizzatori in tutta l’Unione.

La norma italiana pone le basi per disciplinare lo sviluppo, l’uso e la commercializzazione dell’IA nel rispetto dei diritti fondamentali, della sicurezza e della competitività tecnologica. Si tratta di una legge delega: il Governo avrà dodici mesi per emanare i decreti attuativi che definiranno criteri di certificazione, responsabilità, obblighi assicurativi e l’impiego dell’IA nei settori più sensibili.

Principi e governance

Il testo afferma una visione antropocentrica dell’intelligenza artificiale, basata sulla centralità dell’essere umano e sul controllo umano dei processi automatizzati. Altri principi cardine sono la sicurezza e l’affidabilità dei sistemi, la tutela dei dati personali, la trasparenza, la tracciabilità e la promozione dell’innovazione.

La governance è affidata a due autorità principali: l’AgID (Agenzia per l’Italia Digitale), responsabile dell’innovazione e dell’interoperabilità dei sistemi, e l’ACN (Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale), incaricata della protezione delle infrastrutture critiche. Entrambe opereranno in coordinamento con il Garante per la protezione dei dati personali e con un Comitato di coordinamento sull’IA istituito presso la Presidenza del Consiglio, che avrà funzioni di indirizzo e vigilanza.

Ambiti di applicazione

Nel settore della giustizia, l’IA potrà essere utilizzata solo come strumento di supporto tecnico o documentale: le decisioni resteranno prerogativa esclusiva della magistratura, e ogni uso di sistemi automatizzati dovrà essere indicato nei provvedimenti per garantire trasparenza e tracciabilità.

In sanità e ricerca è consentito l’impiego di sistemi di IA per diagnosi, terapia e sperimentazione scientifica, ma con la necessaria supervisione medica e il parere dei comitati etici, nel rispetto della privacy e del consenso informato.

Particolare attenzione è riservata ai minori: per i bambini sotto i 14 anni l’utilizzo di strumenti che comportino il trattamento di dati personali richiede il consenso dei genitori o di chi ne esercita la responsabilità, mentre per i minori tra 14 e 18 anni è previsto un consenso informato accompagnato da informazioni chiare e comprensibili.

La legge tocca anche le professioni intellettuali, consentendo l’uso dell’IA solo come supporto all’attività umana. Restano ferme l’autonomia e la responsabilità del professionista, e le categorie saranno chiamate ad aggiornare i propri codici deontologici per garantire trasparenza e corretto impiego degli strumenti intelligenti.

Le attività legate a difesa, intelligence e ordine pubblico restano escluse dal campo di applicazione, pur nel rispetto dei principi costituzionali e dei diritti fondamentali.

Responsabilità e sanzioni

La disciplina sulla responsabilità civile sarà definita nei decreti attuativi, ma la legge anticipa alcuni criteri di fondo: responsabilità oggettiva per i fornitori di sistemi ad alto rischio, responsabilità solidale tra sviluppatori, distributori e utilizzatori, e obblighi assicurativi per imprese e operatori.

In ambito penale vengono introdotte nuove fattispecie e aggravanti per reati commessi mediante IA. Tra queste, la diffusione illecita di deepfake e contenuti manipolati — punita con la reclusione da uno a cinque anni — oltre a truffe, frodi informatiche e reati finanziari aggravati dall’uso di sistemi automatizzati.

Diritto d’autore e contenuti generati da IA

La Legge 132 chiarisce che la tutela del diritto d’autore si applica solo alle opere create con un apporto creativo umano, anche se realizzate con strumenti di IA. Restano escluse le opere prodotte interamente da sistemi autonomi. Viene inoltre introdotto il reato di illecita diffusione di contenuti generati o alterati con IA — testi, immagini, video o audio — in coordinamento con il Digital Services Act europeo, che impone l’etichettatura dei contenuti prodotti da intelligenze artificiali.

Un passo avanti per l’Italia digitale

Con questa legge, l’Italia si colloca tra i Paesi europei più avanzati nella regolamentazione dell’intelligenza artificiale, cercando un equilibrio tra tutela dei diritti, sicurezza e innovazione tecnologica. L’attuazione dei decreti nei prossimi mesi sarà decisiva per tradurre questi principi in norme operative e realmente efficaci per cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni.

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30/09/2025L'importanza della cybersicurezza per le aziende: il caso di Jaguar Land Rover

Il recente attacco informatico ha costretto Jaguar Land Rover a sospendere la produzione in diversi stabilimenti nel Regno Unito e all’estero. L’attacco è stato così grave da richiedere il supporto del National Cyber Security Centre (NCSC) britannico, delle forze dell’ordine e di esperti internazionali. Nel frattempo, il governo del Regno Unito è intervenuto con un prestito garantito da 1,5 miliardi di sterline per sostenere la liquidità dell’azienda e proteggere la catena di fornitura.

Secondo quanto dichiarato, non vi sono prove del furto di dati dei clienti, ma le attività di vendita al dettaglio e la produzione hanno subito gravi interruzioni. Questo dimostra come un cyberattacco non solo colpisca l’integrità dei dati, ma possa compromettere la business continuity, ovvero la capacità di un’azienda di garantire la continuità delle proprie attività anche in presenza di eventi imprevisti.

La digitalizzazione ha reso gli stabilimenti produttivi sempre più interconnessi. Gestionali, piattaforme di supply chain e sistemi per controllare i macchinari dialogano tra loro e spesso con il cloud. Questa rete integrata permette di essere più rapidi ed efficienti, ma espone anche a rischi: un attacco in un punto della catena può bloccare l’intero sistema.

Il caso Jaguar Land Rover evidenzia l’importanza di prevenire e pianificare. Non basta avere tecnologie avanzate: servono piani di risposta agli incidenti (Incident Response Plan) testati e aggiornati, in grado di ridurre rapidamente i tempi di ripristino. La resilienza, infatti, non è solo un tema tecnico ma culturale e organizzativo. Le aziende devono diffondere la consapevolezza interna e verificare la solidità dei partner e dei fornitori.

Per le aziende, e per chi sviluppa software, significa progettare con attenzione, ridurre i punti deboli e prevedere scenari di emergenza prima che diventino problemi reali.

Cybersicurezza: un investimento strategico, non un costo

Ogni giorno di fermo produzione può generare perdite milionarie, minacciare la fiducia dei clienti e intaccare la reputazione aziendale. Per questo, le imprese devono considerare la cybersicurezza come un investimento strategico, alla pari di macchinari, ricerca o personale qualificato.

Il cyber attack a Jaguar Land Rover è un campanello di allarme per tutto il settore industriale: anche le aziende più strutturate possono fermarsi se i loro sistemi digitali non sono adeguatamente protetti. In un mondo dove la produzione dipende dal software, la sicurezza è la nuova forma di continuità operativa.

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23/09/2025Avviso STEP Regione Puglia: finanziamenti per tecnologie critiche e biotecnologie fino a 110 milioni

La Regione Puglia ha avviato l’Avviso Pubblico STEP (Strategic Technologies for Europe Platform), finalizzato a sostenere lo sviluppo di tecnologie critiche e biotecnologie attraverso contributi a fondo perduto.
Il programma si inserisce nell’adesione della Regione Puglia alla Piattaforma europea STEP, promossa dalla Commissione Europea per rafforzare la competitività e l’autonomia strategica dell’UE.

Possono partecipare grandi imprese, PMI, microimprese, start-up tecnologiche e aziende innnovative con contributi variabili dal 25% all’80% dell’investimento, determinati in base alla dimensione dell’azienda, alla tipologia del progetto e ad eventuali criteri premiali. Gli investimenti devono essere realizzati sul territorio regionale, sia in unità produttive già esistenti in Puglia sia in nuovi insediamenti.

 

 

Obiettivi del programma

L’avviso regionale sostiene lo sviluppo di tecnologie critiche, promuove progetti di investimento industriale e ricerca avanzata, rafforza l’ecosistema produttivo regionale e favorisce la crescita di filiere ad alto contenuto tecnologico, incrementando la competitività della Puglia nei settori strategici dell’innovazione industriale.

Progetti finanziati dal programma STEP

I progetti ammissibili sono:

  • Investimenti produttivi legati alla ricerca industriale e sviluppo sperimentale;
  • Progetti successivi a R&S già effettuata e certificabile;
  • Iniziative che migliorano significativamente lo stato dell’arte dell’investimento industriale;
  • Attività coerenti con le finalità strategiche del Regolamento europeo STEP.

Possono essere inclusi anche programmi di formazione, consulenze specialistiche e servizi accessori purché strettamente legati al piano di investimento principale.

Innovazione e potenziale economico

Il programma privilegia progetti caratterizzati da innovazione e capacità di impatto economico:

  • Novità sostanziali: soluzioni che introducono cambiamenti significativi in un settore o in un processo industriale;
  • Tecnologie emergenti: sviluppi recenti con prospettive di crescita rilevanti;
  • Tecnologie all’avanguardia: strumenti avanzati, sofisticati o in fase di sviluppo, capaci di creare o rivoluzionare mercati.

Saranno favoriti progetti “pionieristici”, in grado di generare un impatto economico significativo e aprire nuove opportunità sui mercati a livello regionale, nazionale o europeo.

Importi e soglie di accesso

  • Grandi imprese: investimenti a partire da 3 milioni di euro, fino a 110 milioni complessivi, 10 milioni destinati a R&S e 4 milioni per formazione;
  • PMI, microimprese e start-up: progetti a partire da 1 milione di euro

Come partecipare

Le domande possono essere presentate sulla piattaforma dedicata all’Avviso Pubblico, disponibile sul sito della Regione Puglia.

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