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20/04/2021Schede prodotto e-commerce: come strutturarle e perché sono importanti

Una scheda prodotto ottimizzata ed efficace è un grandissimo punto di forza per un sito e-commerce. Si tratta, infatti, di uno strumento in grado di fare la differenza nel posizionamento sui motori di ricerca e, di conseguenza, nelle conversioni dell’e-commerce.
Se ben strutturata, cattura l’attenzione dell’utente e lo invoglia all’acquisto. Non solo: la scheda prodotto, se curata in tutti i dettagli, fornisce informazioni all’utente e va, quindi, a creare un legame di fiducia con i clienti.

ELEMENTI DI BASE DI UNA SCHEDA PRODOTTO

Una scheda prodotto deve contenere alcuni imprescindibili elementi:

  • il nome del prodotto, che descrive subito cosa si sta offrendo con immediatezza e chiarezza;
  • la descrizione del prodotto, con caratteristiche tecniche, fisiche, modalità di utilizzo e vantaggi offerti dal prodotto. Contiene una vera e propria panoramica del prodotto e fa leva su due aspetti: la funzione puramente informativa (colore, misure, materiali, utilizzo del prodotto che vogliamo vendere) e, al tempo stesso, l’emotività del lettore. La descrizione deve saper parlare al cliente, utilizzando il giusto ToV, semplice, diretto e chiaro, e creare un senso di “necessità”: il cliente deve sentire il bisogno di acquistare il nostro prodotto. Errori assolutamente da non commettere: usare un testo ripreso da altri siti web, perdendo valore in termini di affidabilità e di posizionamento su Google e, allo stesso tempo, scrivere una descrizione scarna e arrangiata, senza rispondere alle domande dei potenziali clienti.
  • le immagini e/o i video del prodotto per mostrare ai clienti il prodotto e invogliare all’acquisto anche i più indecisi;
  • il prezzo del prodotto, con una specifica particolare per eventuali sconti e promozioni in corso.


OTTIMIZZAZIONE SEO DI UNA SCHEDA PRODOTTO

In primis la scheda prodotto e-commerce, perché sia efficace, deve presentare:

  • un titolo contente la parola chiave;
  • una descrizione di minimo 150 parole, tra cui la keyword principale e delle keyword correlate o secondarie;
  • il Tag Title, il titolo che legge il motore di ricerca e che compare nella SERP. Anche questo elemento deve contenere la keyword principale, avere una lunghezza compresa tra i 60/70 caratteri ed essere diverso per ogni scheda prodotto;
  • la Meta Description, che rappresenta la leva di marketing utile a spingere l’utente all’azione. Deve essere persuasiva e accattivante e può essere arricchita da eventuali promozioni o sconti in corso;
  • immagini ottimizzate dal punto di vista SEO: devono includere nell’attributo Alt Text sia il nome prodotto che eventuali parole chiave secondarie e devono essere rinominate utilizzando il nome del prodotto. Altra accortezza, le foto devono avere dimensioni ridotte, senza perdere in qualità. Devono mostrare il prodotto da più angolazioni, con una prospettiva differente e con alcuni dettagli in evidenza;
  • video: aiutano l’utente nella valutazione del prodotto e l’e-commerce a distinguersi dai vari competitors e farsi ricordare;

CALL TO ACTION NELLE SCHEDE PRODOTTO

I pulsanti call-to-action su un sito e-commerce giocano un ruolo fondamentale nel convertire chi si limita a "guardare la vetrina" in un cliente che conclude effettivamente l'acquisto. I pulsanti devono essere semplici, chiari e guidare il visitatore a concludere l'ordine. Senza clic non c'è azione e senza azione non c'è acquisto: le call to action devono, pertanto, devono essere in sintonia con le azioni che ci si aspetta dall'utente (acquista, ordina, registrati etc.) e richiamare la sua attenzione con colori distintivi. Collocate nel punto giusto, devono essere evidenti senza diventare invasive.

COMMENTI E RECENSIONI DEI CLIENTI

I commenti e le recensioni dei clienti soddisfatti sono vere e proprie armi atte a convincere un nuovo potenziale acquirente. Trasparenza e veridicità prima di tutto: se il prodotto venduto è buono le recensioni positive non mancheranno e saranno il fiore all’occhiello dello shop online. Allo stesso è impossibile piacere a tutti: censurare una recensione negativa non è, però, la scelta giusta. Qualche recensione con un punteggio più basso si traduce in lealtà e non necessariamente in una visione negativa. Gli utenti del web esigono correttezza.

FAQ

Comprare dal web significa fidarsi e acquistare senza poter vedere o toccare il prodotto. Abbattere i limiti fisici è possibile fornendo al cliente tutte le risposte utili. Appare, quindi, una strategia vincente analizzare le domande più comuni degli internauti interessati ai prodotti e creare una sezione FAQ dettagliata in ogni scheda prodotto. Offrire tutte le informazioni necessarie significa fugare qualsiasi dubbio e guidare l’internauta all’acquisto.

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04/03/2021Digital 2021: tutti i numeri del report

“𝐃𝐢𝐠𝐢𝐭𝐚𝐥 𝟐𝟎𝟐𝟏 - 𝐆𝐥𝐨𝐛𝐚𝐥 𝐎𝐯𝐞𝐫𝐯𝐢𝐞𝐰 𝐑𝐞𝐩𝐨𝐫𝐭”, il report ad opera di We Are Social e Hootsuite, ha messo in luce le nuove tendenze mondiali del settore digital.

In crescita il trend che concerne l’adozione di Internet e delle piattaforme di social: l’84% della popolazione ogni giorno accede ad Internet e il 68% è attiva sui canali social.
Il 93% degli utenti “consuma” video, ma risultano fortemente graditi anche i contenuti audio: il 61% degli utenti ascolta musica in streaming e il 25% ascolta podcast. L’81% gioca con diverse tipologie di device.

La ricerca di informazioni è la motivazione principale che porta le persone a connettersi: sono quasi due su tre le persone che, interrogate a proposito, tale scopo tra le ragioni principali della navigazione.

Il documento evidenzia, inoltre, un dato tanto interessante, quanto particolare: spendiamo online lo stesso tempo che occupiamo (o dovremmo occupare) dormendo. L’utente medio passa online circa 7 ore al giorno, vale a dire circa il 42% del nostro tempo di veglia se diamo per scontato un riposo di 7-8 ore. Si tratta di un aumento di oltre un quarto d’ora al giorno rispetto alla rilevazione di 12 mesi fa, o 4%, che se mantenuto porterebbe il tempo totale speso da tutti noi online a 1,3 miliardi di anni.

Per quanto concerne l’Italia, sono più di 50 milioni gli utenti Internet su base giornaliera e il 93% di loro accede da mobile. Basti pensare che, come sottolinea il documento, il 97% degli abitanti del nostro Paese possiede uno smartphone, mentre 1 su 4 possiede uno smartwatch o un dispositivo wearable.
In particolare, da mobile, gli italiani utilizzano app di messaggistica (parliamo del 94%), app di intrattenimento e fruizione dei contenuti video (il 76%), shopping (73%) e ascolto di musica (54%).

SOCIAL MEDIA

Sono 6 milioni in più rispetto al 2020, le persone attive sui social, per un totale di 41 milioni. Le persone trascorrono circa 2 ore del loro tempo giornaliero sui social. La piattaforma più utilizzata è YouTube, seguita dal “gruppo Facebook”, che comprende, oltre al celebre social, anche WhatsApp, Instagram e Messenger.
Ad essere connessi tramite i social siamo in 4,2 miliardi.

E-COMMERCE

A livello globale, quasi il 77% degli utenti Internet di età compresa tra 16 e 64 anni ha affermato di acquistare qualcosa online ogni mese.
La sezione dedicata all’e-commerce mostra la crescita esponenziale delle vendite online.

Beauty è la categoria che ha registrato la miglior crescita nel confronto con le altre ottenendo ricavi per oltre 665 miliardi di dollari e sorpassando nella classifica il settore dei viaggi, categoria che, generalmente, registra la quota maggiore ma che, a causa della pandemia da COVID-19, ha subito una fortissima decrescita.
Il settore Food personal care, invece, ha registrato la variazione più positiva con il +41%.


Nello specifico i dati italiani, in un anno delicato e particolare come il 2020, ci mostrano come il numero degli italiani che ha visitato siti e-commerce, raggiungendo la cifra del 94%, sia cresciuto, così come il numero di coloro che hanno effettuato acquisti online (80% e 47% da mobile).

Appare evidente, quindi, che l’abitudine di effettuare acquisti online sia andata ben oltre le restrizioni imposte dal lockdown e si può provare ad ipotizzare un successo per gli e-commerce anche nel 2021.

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01/12/2020Luxury ed e-commerce: una strategia in crescita

Classe, lusso, eleganza e capacità di raggiungere un'audience sempre più grande. È questa la nuova sfida che il settore luxury si trova a dover fronteggiare. L'attuale emergenza sanitaria ha, infatti, cambiato i paradigmi di vendita anche per quei settori che, soprattutto nel periodo delle festività natalizie, hanno sempre visto crescere i propri numeri e le vendite. 

Moda e lusso devono sapersi adattare e chi è stato in grado di farlo ha raggiunto risultati notevoli anche in un anno difficile come quello che sta per terminare. 

Diamo un po' di numeri, solo per fare degli esempi: il gruppo internazionale Kering, nel terzo trimestre del 2020, ha registrato +102 per cento, mentre nei primi nove mesi l'e-commerce ha rappresentato il 12,5% del totale delle vendite del gruppo. 

Le vendite online di Hermès, nota azienda francese di moda, sono cresciute di quasi il 100% nei primi nove mesi dell'anno: un ottimo risultato dettato dalla capacità di saper pensare e strutturare la sua offerta digitale come complementare al suo core business. 

La multinazionale LVMH, proprietaria di oltre settanta marchi divisi in aziende di alta moda come Christian Dior, Bulgari, DKNY, Fendi, Céline, Guerlain, Marc Jacobs, Givenchy, Kenzo, Loro Piana e Louis Vuitton, ha compensato con l'e-commerce le chiusure prolungate dei negozi durante il primo lockdown. 

Cifre importanti, che possiamo replicare, ovviamente contestualizzandole. Ma cosa fare, quindi, per rendere l'e-commerce vincente?

I grandi del luxury, come Guerlain, Givenchy o Cartier, hanno adattato le stesse politiche di presentazione dell'offline store all'online, con la consapevolezza che il sito web è la vetrina con cui presentarsi e farsi notare da tutto il mercato mondiale. 

Proprio come mostrato dai portali di questi grandi colossi, il sito web deve essere chiaro, accattivante e raccontare efficacemente la storia dell'azienda e del prodotto. Bellezza ed eleganza devono venir fuori da questo strumento, che deve saper "catturare" l'utente e guidarlo, anche tecnicamente, a finalizzare l'acquisto. 

Per il settore luxury l'aspetto grafico e di presentazione è molto importante: serve a raccontare tutta l'eleganza e il pregio che c'è dietro il prodotto. Del resto non scegliamo un capo di abbigliamento o un profumo perché ci ammalia e ci piace? 

Emozionare è la leva principale del marketing nel settore luxury: il sito deve, quindi, saper presentare questa emozione al cliente, attraverso le immagini, i video, le parole, gli effetti grafici. Lo storytelling è, in questo settore, fondamentale: non si tratta di mostrare prodotti più o meno costosi, ma di raccontare tutto quello che c'è dietro agli stessi. Le origini dell'oggetto, i suoi valori, le modalità e le tecniche con cui viene creato, per quali motivi è tanto desiderabile: le storie colpiscono, attraggano e stimolano l'internauta all'acquisto. 

D'altro canto i prodotti del settore luxury hanno qualità che li contraddistinguono come ad esempio l'esclusività, la rarità, la ricercatezza, l'iconicità. Il portale deve presentare descrizioni capaci di raccontare in toto il prodotto, puntando a convincere, senza stancare chi ci legge. 

Dal punto di vista tecnico un e-commerce che funziona correttamente è veloce, responsive, chiaro, curato nei dettagli e ricco di informazioni utili (info sui materiali, guida alle taglie, disponibilità prodotti). Ogni sezione di acquisto deve essere cliccabile con tasti visibili: in particolare "aggiungi al carrello" e le quantità del prodotto vanno esplicitate per essere trovate subito dal consumatore. 

Anche l'eventuale assenza del prodotto va comunicata con chiarezza, dando la possibilità all'utente di cliccare su "Avvisa" non appena il prodotto torna disponibile. Non solo: una chiave vincente nel marketing è sempre stata la personalizzazione, aspetto che si fa ancora più rilevante se parliamo di luxury. Nel negozio fisico il consumatore è trattato come un VIP, gli si riservano molte attenzione e accuratezze: questo atteggiamento deve essere completamente trasferito nell'online. Come fare? Oltre ai già citati dettagli su taglia e vestibilità, si possono offrire agli utenti dei suggerimenti di stile personalizzati e prodotti selezionati "solo per te" dopo aver raccolto informazioni, magari tramite un sondaggio, sui gusti del singolo consumatore.

Il concept di base da cui partire nell'ideazione e realizzazione di un sito e-commerce per moda, abbigliamento e lusso è, quindi, che gli strumenti online non sono più concepiti come una spalla accessoria al negozio fisico, ma come un elemento imprescindibile per il brand e le sue vendite. 

 

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04/11/2020Digital Food Strategy: il report sulle aziende alimentari di Casaleggio

Oltre 2 milioni di clienti online nel 2020 per il "Food & Beverage". Sono questi i numeri evidenziati dalla ricerca "Digital Food Strategy - Le aziende dell'alimentare diventano sempre più smart" di Casaleggio Associati.

I dati del primo semestre 2020 hanno sottolineato come la pandemia abbia influito in modo sostanziale sull'evoluzione della presenza online del settore alimentare italiano. Il "Food & Beverage" ha subito un'accelerazione nel futuro: in pochi mesi c'è stato un salto in avanti di almeno 5 anni.

Appare evidente quindi, anche alla luce dell'attuale emergenza sanitaria ancora in corso, l'importanza di creare una relazione diretta con il cliente attraverso la digitalizzazione, la creazione o ottimizzazione dei siti e-commerce e il dialogo per mezzo dei social media e delle mail. 

Per il food il digitale, come affermato dallo stesso Davide Casaleggio, CEO & Partner di Casaleggio Associati, non è più una scelta.  

L'approccio ad un diverso tipo di acquisto si traduce anche in una richiesta di consapevolezza da parte del cliente finale, che vuole conoscere i dettagli di quello che consuma, è sempre più attento e si interessa alla filiera produttiva, cercando di abbattere la distanza fisica con una maggiore conoscenza sotto forma di dati e informazioni. 

La ricerca di Casaleggio Associati ha, inoltre, individuato quattro modelli di business ricorrenti per l'e-commerce che variano in base alla tipologia di prodotto: il prodotto autonomo, singole referenze capaci di soddisfare il bisogno, il paniere proprietario, il paniere in partnership e i prodotti della spesa venduti attraverso la Gdo. Quattro modelli che generano un approccio diverso in termini di relazione digitale con il cliente finale e come attività di marketing.

La ricerca ha riportato che il 30% dispone di uno shop online integrato all'interno del sito proprietario, il 2% ha uno shop sul sito ma per l'acquisto rimanda ad un marketplace o a un sito terzo, mentre il 68% dispone solo di un sito vetrina. È cresciuto notevolmente il peso dei food influencer, che hanno visto un aumento di interazioni del 32% nel periodo compreso tra maggio e agosto 2020. 

Vi invitiamo a guardare il video di presentazione della ricerca, cliccando qui.

Per scaricare il report, invece, basta cliccare qui

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02/11/2020E-commerce B2c 2020: acquisti online per 30,6 miliardi

La pandemia da Covid-19 e il conseguente lockdown hanno portato ad una evidente trasformazione di alcune abitudini di consumo. A fronte della crescita più rilevante di sempre degli acquisti online di prodotto (+5,5 miliardi di euro in 12 mesi), il settore servizi ha dimezzato il suo valore (-47%) a causa della crisi che del settore Turismo e trasporti.

Sono questi i numeri presentati dall'Osservatorio e-commerce B2c, giunto alla ventunesima edizione, durante il convegno promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano e da Netcomm, nel report "E-commerce B2c: la chiave per ripartire".

Come specificato nel report, la dinamica complessiva del mercato globale dell'e-commerce, quest'anno, è condizionata da tantissimi fattori. In primis la chiusura delle frontiere, le limitazioni alla mobilità e il divieto di assembramento hanno colpito pesantemente l'ambito dei servizi, Turismo, Trasporti ed eventi, dall'altro lato la pandemia ha portato ad avvicinarsi all'e-commerce nuove imprese e nuovi consumatori. 

Il customer journey di oggi risente fortemente della situazione in cui viviamo: compra online con molta frequenza (+79%) e il 93% degli utenti preferisce l'home delivery come la modalità di ricezione dei prodotti. 

Una crisi sanitaria che ha portato a molte riflessioni. Va sottolineato che, se da un lato è cresciuto il sentore che il digitale offra moltissimi vantaggi anche in termini di sicurezza, la digitalizzazione delle imprese italiane è ancora lontana dalla media europea. 

Ma quali sono, di fatto, i numeri dell'e-commerce nel 2020? L'informatica ed elettronica di consumo vale online 6,2 miliardi di euro (+20%), l'abbigliamento 3,9 miliardi (+22%) e l'editoria 1,2 miliardi (+18%). Il food&grocery genera 2,7 miliardi di euro (+70% rispetto al 2019) e l'arredamento e home living 2,4 miliardi (+32%). Crescono settori come beauty e pharma, ma anche giochi e ricambi d'auto. In valore assoluto sono tre i comparti che contribuiscono maggiormente alla crescita: dei 5,5 miliardi di euro di incremento totale, 1,1 miliardi sono realizzati dal food&grocery, 1 miliardo dall'informatica ed elettronica di consumo e 700 milioni dall'abbigliamento. Il settore turismo e trasporti, invece, registra un calo del -56% e precipita a un valore di 4,8 miliardi di euro. 

Il report dell'Osservatorio mostra come l'incidenza dell'e-commerce B2c sul totale vendite Retail sia passato dal 6% all'8% (+2 punti percentuali rispetto al 2019). Parliamo di un salto evolutivo che generalmente viene raggiunto in 2 anni. Il dispositivo più utilizzato in ambito B2c è lo smartphone: con un incremento del +22% rispetto al 2019, interessa ben il 51% degli acquisti. 

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29/09/2020E-commerce, il Covid ha accelerato la crescita di 5 anni

Com'è noto il lockdown, con la conseguente chiusura forzata dei negozi fisici, ha portato ad un boom delle vendite online. A fornirci dati precisi lo U.S. Retail Index compilato da Ibm con numeri chiari e precisi. In base a quanto sottolineato dal report, nel primo trimestre del 2020 le vendite dei retail sono calate del 25% e nel secondo trimestre sono crollate del 75%, mentre l'e-commerce è balzato del 26%.

Per l'anno intero, le perdite previste per il retail fisico superano il 60%; sul lato opposto, per l'e-commerce si stima una crescita di quasi il 20%.

Non solo cifre: l'emergenza causata dal Covid-19 ha ridisegnato scenari e necessità. L'abbigliamento ha perso di importanza, anche in vista del cambiamento di abitudini. Più tempo a casa, smartworking e lezioni online hanno portato ad una diminuzione degli acquisti nel campo della moda e del fashion, con un'evidente crescita, invece, di categorie come la spesa di generi alimentari, alcolici e materiali per piccole ristrutturazioni e riparazioni.

Il report di Ibm parla chiaro: l'unica soluzione per i negozi fisici per restare competitivi è spostarsi rapidamente verso strategie di vendita omnichannel, con azioni mirate che portino il cliente dal sito al negozio. Una strategia vincente in tal senso è quella del "compra online e ritira in negozio" ("buy online and pickup in store" o Bopis) e perfezionare i servizi ship-from-store.

Interessante, inoltre, la domanda a cui IBM si propone di rispondere nel report: la crescita della spesa alimentata dalla pandemia è un cambiamento temporaneo? In che misura influisce sulle previsioni a lungo termine? La risposta è che questa pandemia ha spinto il settore in avanti di circa cinque anni. L'allontanamento dai negozi fisici era già in corso, ma la crisi sanitaria ha portato ad un "balzo temporale" in avanti di cinque anni. Restare indietro e non sviluppare il proprio business online è ora un errore da non commettere, se non si vuole compromettere seriamente la propria attività. 

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30/07/2020Integrazioni con software gestionali, il valore aggiunto di Intempra

Alla base di un e-commerce di successo vi è la necessità di curare al meglio numerosi aspetti: dal posizionamento sui motori di ricerca, alle strategie di marketing per promuovere il business, al caricamento dei prodotti e delle rispettive schede. 

Appare evidente, quindi, che la mole di impegno e di lavoro richiesta da una gestione e-commerce deve essere ottimizzata, a partire dai contenuti. La soluzione migliore per farlo è snellire i processi e le attività con un gestionale in grado di dialogare con la piattaforma e-commerce. 

Gestire aspetti importanti, come ad esempio la fatturazione o l'importazione degli ordini, con strumenti che non dialogano tra loro si traduce in un importante impiego di tempo e risorse. Eseguire diverse operazioni da un unico strumento è la migliore chiave per l'ottimizzazione delle attività da svolgere e per la conseguente crescita delle performance di vendita, sulle quali ci si potrà concentrare con maggiore attenzione e dedizione. 

Con questa operazione di sincronia, grazie alla sincronia continua tra piattaforma e-commerce e gestionale, si evitano: 

  • errori di trascrizione manuale dei dati
  • ritardi e inefficienze nell'operatività 
  • incoerenza delle informazioni pubbliche e rivolte ai clienti

Le soluzioni eCommerce B2B e B2C di Intempra sono già predisposte per interfacciarsi con i maggiori software gestionali: EASYFATT DANEA, EASYFATT TEAMSYSTEM e TAXI di INVEST & ENGINEERING S.r.l.

 

COME AVVIENE LA SINCRONIA DEI DATI? 

L'interfacciamento avviene grazie ad un web service, un servizio di connessione sistema gestionale-sito web che esegue, ad intervalli prefissati, la sincronia dei dati prelevandoli direttamente dal sistema gestionale in uso. 

Interrogando anche database diversi, la sincronia raccoglie i dati circa le esistenze di magazzino e i nuovi articoli. Attraverso una richiesta manuale o schedulata giornalmente è inoltre possibile, grazie alle soluzioni ICT di Intempra, conoscere tutte le informazioni circa listini, anche in forma personalizzata, clienti e immagini prodotto. Non solo: tra i dati sincronizzati vi sono anche gli ordini dei clienti, l'anagrafica del cliente e le giacenze di magazzino. 

 

ARCHIVI E TABELLE SINCRONIZZABILI

Grazie a questa interfaccia le nostre soluzioni ci permettono di leggere, importare e sincronizzare i seguenti archivi: 

  • anagrafica articoli
  • anagrafica produttori
  • pre-codici
  • classi e categorie merceologiche
  • listini prezzo
  • esistenze di magazzino
  • anagrafica clienti
  • archivio ordini
  • anagrafica agenti 
  • archivio documenti di vendita e fatture
  • scadenzario clienti

SICUREZZA E PROTEZIONE DEI DATI

L'interfacciamento tra sito web di eCommerce e i gestionali viene effettuato in modo sicuro ed inviolabile per mezzo di un'applicazione web service che non consente a terzi di conoscere l'ubicazione del server collocato in azienda e nel quale sono immagazzinati i dati. In questo modo il sito web di eCommerce può essere costantemente aggiornato con dati e giacenze in tempo reale senza correre alcun rischio. 

 

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INTEMPRA realizza soluzioni tecnologiche innovative per ogni tipo di business on-line per portare la vostra azienda ad operare a livelli mai raggiunti prima, in termini di operatività e di risultati.

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03/06/2020Report Casaleggio Associati: l'e-commerce segnato dal Coronavirus

Come ogni anno torna il consueto appuntamento con il report della Casaleggio Associati sull'e-commerce e le vendite online. Ricerca che, quest'anno, risulta totalmente influenzata dal Coronavirus. 

Giunto alla XIV edizione il report ha evidenziato che 54% delle aziende e-commerce intervistate ha visto calare il proprio fatturato a causa del Coronavirus, mentre solo il 21% lo ha incrementato. 

Parliamo però di un calo relativo ad alcuni settori, come per esempio il turismo, e al contrario una crescita per molti altri, come ad esempio l'alimentare che, con il suo 3,1% del totale del fatturato dell'e-commerce in Italia, è diventato il settore merceologico con più transazioni. Stabile l'elettronica, che continua la vendita di laptop, piccoli elettrodomestici, notebook, ma chiude scontrini più bassi. In netto ribasso la moda, il settore degli eventi e, ancora di più il turismo che, invece nel 2019, aveva portato a casa il 25,6% del fatturato annuo totale. 

Crescono l'editoria, grazie allo streaming, il pharma e in generale tutto il settore salute e bellezza, l'acquisto di giocattoli e sex toys. In calo anche gli acquisti di articoli sportivi. 

In crescita anche casa e arredo, centri commerciali, assicurazioni, grazie anche ai nuovi prodotti creati ad hoc per il momento di emergenza sanitaria. 

La situazione Covid-19 ha imposto alle aziende l'obbligo di riorganizzarsi: lavorare in smart-working, rivedere completamente la logistica e l'approvvigionamento di prodotto sono state le priorità delle imprese italiane. 

Appare evidente che questa situazione emergenziale, con trend in calo a medio e lungo periodo, porta ad un'importante spinta verso i canali social per incrementare la visibilità dei prodotti, evitando l'incontro fisico tra domanda e offerta. Chi non aveva una presenza strutturata online, si è trovato a creare un sito di e-commerce in fretta e furia, affacciandosi così per la prima volta in un comparto totalmente nuovo e difficile da gestire senza competenze o visione.

Di sicuro il 2020 ci impone sfide non semplici, ma necessarie per ripartire: re-inventare nuove soluzioni commerciali, adattare o creare nuovi prodotti e scegliere differenti modalità di vendita per raggiungere il proprio pubblico, soprattutto per i settori decisamente più colpiti dal lockdown e dalle misure di distanziamento sociale. 

 

Scarica il Report

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14/04/2020Pagamento e-commerce: i metodi più utilizzati

E-commerce e pagamento: un binomio da non sottovalutare. La modalità di pagamento è uno degli aspetti principali da considerare quando si apre uno shop online. Contribuisce, infatti, a far sì che la piattaforma sia funzionale e accompagni l'utente in un percorso di vendita vincente e a definire la fiducia che i clienti nutriranno verso il tuo negozio online. 

Ma quali sono i metodi di pagamento più usati per le piattaforme e-commerce? Scopriamoli assieme.

 

I METODI DI PAGAMENTO PIÙ USATI E SICURI

CARTA DI CREDITO

La carta di credito è la forma di pagamento più utilizzata e vince per praticità e sicurezza. Basta inserire poche informazioni come intestatario, numero di controllo e scadenza della carta, e in pochi click l'acquisto è fatto. La somma pagata arriva velocemente al destinatario, dando il via all'intero processo di spedizione. 

 

DIGITAL WALLET: PAYPAL, SATISPAY, APPLE PAY, GOOGLE PAY, WHATSAPP PAY

PayPal è senza alcun dubbio il servizio di pagamento online maggiormente apprezzato dagli utenti del web e riconosciuto come il più sicuro e affidabile. Il suo punto di forza sta nella celerità e praticità: non richiede particolari documenti per essere attivato, basta fornire una mail per trasferire denaro ed è a costo zero. 

Non occorre fornire coordinate bancarie o dati della carta di credito. 

Esistono due tipologie di conto PayPal: privato e business. Per un e-commerce occorre, ovviamente, fare riferimento alla modalità business quanto non ha alcun limite di ricezione o invio, in caso di resi. Unico contro di Paypal sono le commissioni su importi molto grandi, che possono risultare impegnative. 

Una gran parte di pagamenti e-commerce effettuati con mezzo Paypal riguarda il settore dell?elettronica di consumo e dell?informatica. 

PayPal rientra tra i digital wallet, i servizi che consentono ai privati di effettuare transazioni e pagamenti online in modo sicuro senza diffondere i dati della carta. Tra questi vi sono anche:

-Satispay, l'app Made in Italy con cui effettuare micropagamenti con il proprio smartphone, acquistare servizi, effettuare ricariche telefoniche, fare donazioni, scambiare denaro con i propri amici, il tutto all'insegna della facilità d'utilizzo, semplicità di funzionamento e sicurezza delle transazioni

-Apple Pay, servizio che consente di pagare nei negozi fisici e online, nelle app che lo supportano e sui siti web in Safari usando l'iPhone, l'iPad, il Watch o il Mac. I pagamenti avvengono in modo veloce, semplice e sicuro tramite tecnologia NFC e previa associazione della carta di credito, di debito o carte del punto vendita all'account Apple.

-Google Pay è ilportafogli digitale aperto a tutti i dispositivi ideato da Google per raggruppare in un'unica applicazione carte di credito e bancomat dell'utente, senza doverle portare più con sé fisicamente. Grazie a Google Play è possibile completare acquisti su Play Store, siti di e-commerce e store online di marchi famosi. Inoltre, questa app targata Big G ha introdotto il supporto alle carte d'imbarco e ai biglietti per eventi, tra cui i concerti. 

-WhatsApp Pay potrebbe essere il metodo di pagamento del futuro prossimo. Si tratta di un nuovo sistema di pagamento del tutto digitale capace di rendere semplice ed immediato l'invio di denaro da un utente ad un altro e di effettuare acquisti sui vari siti di e-commerce. 

 

STRIPE PAYMENTS

L'alternativa diretta a PayPal è Stripe Payments, che offre numerosi vantaggi dal punto di vista dell'integrazione e della personalizzazione. Permette di effettuare pagamenti direttamente sull'e-commerce con interfaccia integrata nel sito. 

Acquistare è semplicissimo e prevede meno click rispetto a Paypal: non richiede, infatti, alcuna registrazione. Un punto a sfavore di Stripe è sicuramente la mancanza di tariffe a scaglioni.

 

GESTPAY

GestPay è un gateway di pagamento sviluppato dal Gruppo Banca Sella. È stato il primo POS virtuale sviluppato proprio per gli e-commerce, non prevede canoni mensili, ma solo una fee di ingresso. Facilmente integrabile in tutte le piattaforme e-commerce, è estremamente semplice da usare.  

Quando il cliente sceglie questo metodo di pagamento, nella fase conclusiva dell'ordine, viene reindirizzato su una pagina di GestPay in cui inserire i dati della sua carta di credito. Terminato il pagamento, l'utente tornerà all'e-commerce, atterrando su una thank you page. 

Come per PayPal, anche in questo caso le commissioni su volumi di affari alti potrebbero risultare piuttosto gravose, aspetto che, però, non mina l'efficacia di Gestpay. 

 

BONIFICO BANCARIO

Meno utilizzato all'estero, il bonifico bancario rientra tra i metodi di pagamento presenti tra gli e-commerce italiani. Questa tipologia di pagamento genera fiducia nel cliente, ma non brilla quanto ad immediatezza: occorre infatti aspettare che il cliente faccia fisicamente il bonifico, interrompendo il processo di vendita sul sito. 

Un vantaggio è sicuramente dato dalla conoscenza di questo metodo di pagamento, in quanto diffuso anche, e forse maggiormente, offline. Il bonifico bancario è utilizzato prevalentemente nel turismo per la vendita di pacchetti viaggio o nella stipula di polizze assicurative online. È preferibile al contrassegno, un metodo "antiquato" che permette al cliente di pagare al momento del ritiro dell'ordine in contanti. 

E tu quale metodo hai scelto per il tuo e-commerce e per garantire ai tuoi clienti di pagare ed effettuare acquisti in sicurezza? 

 

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17/02/2020E-commerce, perché inserire inserti nelle spedizioni?

Aprire un e-commerce significa tener conto di tanti aspetti, tra questi di sicuro vi è la spedizione e consegna del pacco. Consegnare il prodotto è un'azione che non può limitarsi ad esaudire un bisogno o una richiesta del cliente: è il nostro "contatto" con il cliente.

Ogni  spedizione può deludere o soddisfare i clienti, ma con delle piccole accortezze si può provare a superare le aspettative. Come? Scopriamolo assieme!

Uno dei modi per fidelizzare il cliente, spesso sottovalutato, è l'inserimento di inserti nella spedizione. Parliamo dei PIPs, ovvero Package Insert Programs: coupon, omaggi, volantini informativi. È un materiale che il cliente percepisce come un vero e proprio regalo, colpisce positivamente e suscita interesse. Si tratta di un'operazione di pubblicità che per l'azienda ha un costo minimo, in quanto la spedizione e consegna sono state già preventivate. Minima spesa, ma "effetto wow" garantito

Non solo: il cliente ha già scelto l'azienda, ha già comprato. L'obiettivo è, quindi, fargli proseguire le sue esperienze d'acquisto con il brand/piattaforma e-commerce.                                                                                     

Quale modo migliore per convincerlo di un regalo personalizzato? Il cliente, infatti, è già targetizzato: l'azienda conosce cosa ha acquistato e può inserire nella sua spedizione un inserto coerente con gli interessi dell'acquirente, mettendo in pratica una vera e propria operazione di cross-selling. Il PIP può essere un ottimo modo per dargli il nostro benvenuto nel caso si tratti di un cliente appena acquisito.

 

Tipologia di inserti

Quale inserto inserire nel pacco?  Le tipologie sono molteplici. Si può spaziare tra: 

offerte di sconto o spedizione gratuita per il prossimo ordine 

campioni di prodotto e omaggi 

cartoline di ringraziamento e biglietti personalizzati

richiesta di condivisione con foto, feedback sull'ordine,  recensione del prodotto sui social media 

Per l'azienda può essere utile scegliere l'omaggio in base alle rimanenze: l'azione di marketing diretto diventa anche un ottimo modo per liquidare la merce invenduta, facendo comunque leva sull'effetto sorpresa nei confronti del cliente. Al contrario, il PIP può essere un nuovo prodotto, non ancora in commercio: l'utente che lo riceve lo testerà, dando un feedback all'azienda.

 

Strategie di marketing legate ai PIPs

È consigliabile variare i PIPs e "testarli" per capire quali funzionano di più. Si possono anche fare delle scelte relativamente al prodotto acquistato e destinare alcune tipologie di inserti agli ordini più importanti. L'inserto può fare anche da "benvenuto" ad un nuovo cliente. 

 Le strategie sono diverse, ma vale la pena valutare questa azione di marketing diretto. Consideriamo, infatti, che gli inserti nel packaging possono avere risultati molto buoni con un 0,35% medio di conversione diretta del cliente e un bassissimo costo per unità. 

Da ricordare: un cliente coccolato è un cliente fidelizzato! 

 

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03/02/2020Ecommerce, il report di SAP SE

La crescita dell'e-commerce in Italia non si arresta. Ad evidenziarlo l' "Ecommerce Report: Italy 2019", studio condotto da Ecommerce Foundation per conto di SAP SE, finalizzato a monitorare e tracciare le somme dello scenario dell'e-commerce B2C, i comportamenti dei consumatori e le tendenze future in diversi Paesi.

Dalle analisi, si evince che nel 2019, il prodotto/ servizio lascia spazio alle emozioni e ai bisogni dei clienti, che passano in primo piano. Le aziende devono impegnarsi ad ascoltare i clienti per proporre loro esperienze uniche capaci di superare le aspettative. Appare evidente, quindi, quanto le aziende debbano trasformarsi in Intelligent Enterprise per cogliere il "sentiment" delle persone coinvolte, al fine di offrire al cliente quello che desidera, quando e come lo desidera e costruire relazioni a lungo termine. 

 

Settori  e categorie in crescita 

Secondo l'Ecommerce Report i segnali per il futuro sono positivi: si stima, dal 2018 al 2023, un'ulteriore crescita dell'e-commerce in diversi settori come elettronica, cibo e cura della persona, mobili ed elettrodomestici, oggettistica e moda. In particolare il fashion e la moda vedranno un aumento del fatturato: dai 4,48 miliardi di euro del 2018 ai 6,71 miliardi del 2023.

Categorie in crescita sono anche quelle dei giocattoli e dei prodotti per il fai da te. In particolare, l'interesse degli e-shopper italiani si rivolge agli accessori per il giardinaggio, la cura degli animali domestici e gli attrezzi per effettuare piccoli lavori a casa (con 9,45 milioni), subito seguito dall'acquisto di giocattoli e prodotti per la prima infanzia (con 9,43 milioni).

La fanno da padrone anche i supporti per fruire di contenuti digitali (libri, film, videogiochi e musica): solo nel 2019 sono stati spesi oltre 21,87 per l'acquisto di nuovi dispositivi. Entro il 2023, secondo le previsioni, questo segmento supererà i 58 milioni.

La cura della casa resta una priorità per gli italiani, con un'evidente svolta verso la sostenibilità anche nelle proprie scelte abitative. Una casa efficiente, ma anche smart è il desiderio degli italiani. 

 

Dati demografici e-commerce 2019

Della popolazione italiana presente online, rappresentata dal 79% di quella totale (69% nel 2015), il 37% effettua almeno un acquisto annuo sul web. Lo strumento più utilizzato, con una percentuale del  55% degli acquirenti, resta il pc, seguito dallo smartphone, il cui utilizzo è in salita, e dal tablet, che mantiene un trend stabile. PayPal è il metodo di pagamento privilegiato sia per prodotti che servizi. Tra gli utilizzatori, prevale la fascia di età compresa tra i 25-54 anni; seguono gli over 65 che, inaspettatamente sono maggiori fruitori dello shopping online, rispetto ai giovani di fascia 15-24 anni.

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27/07/2019Private Label e Influencer nell' e-commerce: i dati di GroupM

Private Label e Influencer sono due fenomeni importanti nel processo di evoluzione dell'e-commerce. A confermarlo i risultati del GroupM Research & Insight, che per la seconda volta, presenta le analisi e i dati emersi da Live Panel eCommerce Edition. Dall'indagine svolta si evince che il valore del brand è ancora molto forte per i consumatori online: il 38% di chi cerca una marca specifica su una piattaforma di e-commerce e non la trova prosegue le sue ricerche altrove, mentre il 30% rinuncia all'acquisto di quel brand pur di rimanere sulla medesima piattaforma. 

Il principale driver dell'acquisto o, comunque, una delle leve che maggiormente influenzano la scelta del consumatore digitale è il prezzo, tanto che è un fattore considerato imprescindibile dal 46,2% del campione su cui si è svolta l'inchiesta. La ricerca ha messo in luce altre motivazioni, che si possono racchiudere in due macro-aree. Da un lato abbiamo motivazioni legate agli aspetti funzionali: la spedizione gratuita (41,9%), la sicurezza della spedizione (35%), il reso gratuito (30,9%) e la rapidità della spedizione (22,9%).

La seconda area motivazionale è, invece, quella relativa agli aspetti relazionali ed esperienziali tipici del digitale: la condivisione di commenti e i rating di chi ha già acquistato (21,5%), la disponibilità di contenuti foto e video di prodotti e di servizi (12,8%), i vantaggi dedicati ai clienti online (6,6%) e i trattamenti privilegiati offerti attraverso priviledge card, private sale e fidelity card (4,3%).

Questo secondo campo è destinato a prendere sempre più piede, nel momento in cui tutte le opzioni logistiche e funzionali della prima area diverranno "commodity" e, quindi, da dare quasi per scontate e valide indistintamente per qualsiasi piattaforma online. 

In questo scenario per le piattaforme di e-commerce diventa necessario fare leva sulle marche da loro stesse distribuite, le Private label, nell'ottica di raggiungere con l'esperienza di acquisto quanti più consumatori possibili e soprattutto rispondere ai loro bisogni, desideri e modi di vivere. Una scelta, quella di puntare sulle private label, vincente secondo la ricerca di GroupM. ll 65% del campione intervistato dichiara di aver notato prodotti lanciati con il proprio marchio dai principali siti di eCommerce (ad esempio Amazon Basics, 8 by Yoox, etc.), e tra questi vi è 43% che dichiara di averli acquistati. Il restante 55% potrebbe acquistarli nel prossimo futuro.

Gli acquirenti delle private label sono giovani e adulti. Parliamo, infatti, per il 58% di persone tra i 20 e 44 anni con reddito medio-alto e alto, prevalentemente coppie giovani o con figli piccoli.

I siti di ecommerce hanno bisogno di costruire rassicurazioni e in tal senso appare evidente l'importanza del ruolo degli influencers. Secondo i dati del GroupM Research & Insight gli influencers rappresentano una leva molto forte soprattutto sui consumatori più giovani, femminili e ben istruiti. Il 30% del campione su cui si è svolta l'indagine ha dichiarato di apprezzare le attività di influencer marketing, tanto che la metà di questi acquistano il brand promosso. Un'alta percentuale, come quella del 74%, trova che sia vantaggioso per la marca essere promosso sui social da un influencer e il 34% è disposto a prendere seriamente in considerazione la possibilità di acquistare il prodotto o il servizio promosso.

Private Label e Influencer rappresentano, quindi, due fattori e due leve sempre più utili a costruire esperienze di acquisto vicine ai modi di vivere e di pensare dei consumatori digitali.

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